Quarta tappa: da Cartoceto a San Vito sul Cesano
5:43 ore - 19,5 km - velocità media 3,4 km/h - salita 640 m - discesa 540 m
- 48,69 Km Cartoceto (250m)
- 48.69 Km + deviazione 1800m - Agriturismo Calamello
- 48,69 Km + deviazione 1700m - Luogo di ritrovamento dei Bronzi Dorati
- 55,00 Km Chiesa di San Ghilardo
- 57,00 Km Montevecchio (490m)
- 62,40 Km Monterolo (450m)
- 63,30 Km + deviazione 200m - B&B Primavera
- 66,20 Km Convento della Romita (ruderi)
- 68,50 Km San Vito sul Cesano (340m)
- 69,11 Km - Agriturismo Il Cuppio
Da Cartoceto di Pergola il tracciato sale prima per strade bianche poi per strade forestali, fino al pian Rotondo con la sua magnifica distesa di campi coltivati con vista verso la Valle del Cesano fino al mare Adriatico.
Da qui discendendo si giunge alla piccola chiesa di San Ghilardo, poco conosciuta e nascosta nel bosco; la chiesina è aperta e visitabile. Continuando a scendere per la strada forestale si passa per un piccolo gruppo di case denominato i Cappuccini e da qui proseguendo per la strada bianca e poi per un breve tratto di asfalto si giunge a Montevecchio. Nella piazzetta principale c'è il Circolo di Montevecchio normalmente aperto nel fine settimana, dove potervi dissetare con una birretta! Percorrete la via principale fino in fondo e potrete godere di un magnifico panorama; se avete tempo fatevi un giro anche per i vicoli!
Da Montevecchio è necessario ridiscendere per un breve tratto per la stessa strada per poi proseguire alla volta di Monterolo, passando ancora per il pian Rotondo, ma salendo per un'altra strada. Guardando la mappa potrebbe venirvi la tentazione di accorciare leggermente il tragitto fino a Monterolo passando per l'asfalto: non fatelo, la strada la traccia proposta è molto più bella e panoramica.
Il tracciato dai campi va poi ad attraversare la strada asfaltata per poi continuare per un'altra strada forestale che gira intorno al monte Santa Croce, altipiano calcareo con un enorme prato sopra. Prima di prendere il sentiero che gli gira intorno è possibile salire in 5 minuti fino alla chiesina che si trova all'inizio del grande prato. Di fianco alla chiesa c'è un tavolo con due panche in cui sostare all'ombra degli alberi.
Dal monte Santa Croce si scende per la stessa via e, dopo aver percorso il sentiero ombroso che porta dal lato opposto, si sale fino a Monterolo. Un Cammino non è solo cammino… soffermatevi quindi un po' qui gironzolando tra le viuzze e lungo le mura; in fondo al paese c'è la Chiesa di Santa Felicita con l'antistante piazzetta e la meravigliosa balconata panoramica sopra le antiche mura: a destra si vede il massiccio del Monte Catria e a sinistra la Valle del Cesano. Nella piazzatta centrale c'è una cannella d'acqua.
Il cammino prosegue uscendo dalla quattrocentesca “prima porta” (nella parte più bassa del borgo) dove, sul lato destro si può ammirare un affresco che ritrae la Madonna con bambino e Sant’Antonio Abate.
Dalla porta un breve sentiero porta alla strada asfaltata sottostante che lasceremo poco dopo per voltare a destra verso la Cicula un piccolo gruppo di case. Questa piccola deviazione è utile per evitare un tratto di strada asfaltata piuttosto stretta. Dal piccolo borgo si scende nuovamente fino alla strada asfaltata, ma solo per attraversarla e proseguire, sul lato sinistro un capannone agricolo, per una bella strada tra i campi che ci condurrà fino ai ruderi dell'antico monastero della Romita.
Da qui si sale per la strada forestale che corre sul versante boscoso del monte Rubbio giunge fino ad un bel punto panoramico per proseguire fino a San Vito sul Cesano (frazione di San Lorenzo in Campo).
I luoghi di questa tappa
Montevecchio è una frazione di Pergola che sorge su un’altura a circa 500 m di altitudine. C’è una via principale che parte dalla piazzetta e diverse vie trasversali; c’è una chiesa con il suo campanile e l’ex palazzo comunale con la relativa torre. Da qui si può godere di una vista a 360 gradi, dagli Appennini (massiccio del Monte Catria) a tutta la Valle del Cesano fino al Mare Adriatico.
Monterolo è una frazione di Pergola, situata a 472 m s.l.m. su un crinale che domina la valle del Cesano, con il monte Santa Croce nelle vicinanze. L'area è abitata fin dall'antichità, con reperti archeologici di epoca umbra, etrusca, celtica e romana. Documentato dal 1099 come castello, fu parte del territorio della Ravignana, soggetto ai monasteri ravennati. Passò sotto il dominio di Fano, poi dei Malatesta, degli Sforza e infine dei Della Rovere, entrando nel Ducato di Urbino. Nel XVII secolo divenne parte dello Stato Pontificio e, dopo il periodo napoleonico, riacquistò autonomia fino all’Unità d’Italia, quando fu annesso a Pergola nel 1869.
San Vito sul Cesano è un borgo medievale situato alla sommità di una collina nel Comune di San Lorenzo in Campo.
La sua posizione consente di gustarsi la vista della valle del Cesano fino al mare da una parte, e del massiccio del Monte Catria dall’altra.
Vista l’epoca di costruzione il borgo è fortificato da mura ed è ancora presente nella parte bassa la porta di ingresso. La struttura delle vie è quella tipica dei borghi fortificati con la via principale che taglia in due l’abitato, tante viuzze trasversali e la via circolare che percorre quasi per intero il perimetro delle mura.